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MMI Notizie - agosto 2011 PDF Stampa E-mail

SULLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE MMI SVOLTASI A
ROMA IL 20 NOVEMBRE 2010

Tra gli argomenti trattati, di particolare rilievo, è stato quello relativo alla
situazione politica italiana che era, come lo è anche oggi, in fibrillazione
per la preoccupante fuga dalla maggioranza di governo.
E stata confermata una Commissione Politica costituta dal Segretario
Nazionale Claut, il Presidente del Consiglio Nazionale Garofalo ed i
Consiglieri Lonoce, Doronzo e Corsetti V.M. con l’incarico di sondare la
situazione ed analizzare le eventuali prospettive politiche future da porre
poi alla valutazione del Consiglio Nazionale.
In quel momento nasceva il FLI che sembrava ipotizzare una nuova
realtà politica di interesse, senza ovviamente trascurare le “vecchie”
amicizie.
L’evoluzione dei fatti dopo i primi approcci ci ha raccomandato prudenza
ed è stato un bene, almeno per il momento, l’MMI non è impegnato in
progetti discutibili e rimane pronto a prestare attenzione là dove si
verificheranno le migliori opportunità affini ai nostri Valori.
Manteniamo quindi la nostra piena autonomia programmatica e
decisionale.


SULLA RIUNIONE TRA MMI E AM ......... segue


SULLA RIUNIONE TRA MMI E AM SVOLTASI A ROMA IL GIORNO 1
APRILE 2011

Proseguendo nei contatti interassociativi tenuti dal Segretario Nazionale
e dai componenti della Commissione Politica si è svolto a Roma un
importante incontro tra le delegazioni del Movimento Monarchico Italiano
ed Alleanza Monarchica.
L’obiettivo era quello di individuare un percorso condiviso per una azione
politica più incisiva e rafforzata dall’unione delle due realtà associative.
Ne è scaturito il consuntivo che riportiamo precisando che, in attesa delle
determinazioni del Consiglio Nazionale, al momento è solo attivata una
collaborazione unitaria finalizzata ai contatti partitici e politici; per
eventuali sviluppi futuri si vedrà.

“Si sono riunite a Roma in data 01 aprile 2011 le delegazioni di Alleanza
Monarchica e del Movimento Monarchico Italiano, Associazioni presenti su
tutto il territorio nazionale.
All’incontro hanno preso parte, per il Movimento Monarchico Italiano, il
segretario nazionale Alberto Claut, nonché, Alfredo Lonoce, Vettor
Maria Corsetti e Pasquale Doronzo, mentre per Alleanza Monarchica,
erano presenti il segretario nazionale, Massimo Mallucci, Brunello
Tortora, Matteo Cavallari.
Le due delegazioni, hanno esaminato e confrontato le rispettive posizioni
politico programmatiche riscontrando identità di vedute ed una
convergenza circa l’analisi della grave crisi dell’attuale sistema,
caratterizzata da un ceto politico autoreferenziale che non è in grado di
porre in essere iniziative riformatrici ed è sempre più  estraneo e lontano
dalle  reali necessità dei cittadini.
Le delegazioni hanno anche convenuto come la grave crisi del sistema sia
stata determinata dall’aver istituzionalizzato la corruzione e diffuso
l’insicurezza sociale.
L’allontanamento dall’interesse politico, da parte dei cittadini, è sempre più
evidente.
Le due organizzazioni monarchiche hanno quindi riconosciuto quale
patrimonio, cui fare riferimento per il loro agire comune, i principi, i valori e
gli ideali che ispirarono il Partito Democratico Italiano del Segretario On.
Alfredo Covelli. E’ emersa anche la consapevolezza che i voti monarchici
non dovranno essere più considerati come gratuitamente dovuti e,
comunque scontati.
Al termine dell’incontro si sono poste le basi per un progetto comune il
cui obiettivo è quello di arrivare, in tempi brevi alla costituzione di un
nuovo soggetto politico, dichiaratamente monarchico, che possa
validamente confrontarsi ed interagire con le varie realtà del panorama
politico nazionale, per proporre un vasto progetto di rinnovamento sociale
e di riforma dell’apparato statuale.
Allo scopo di accelerare il reciproco intento di unificazione, le parti hanno
deciso di costituire, da subito, un coordinamento unico nazionale,
finalizzato ai rapporti, in forma unitaria, con le forze politiche e con il
compito di portare le due associazioni, nel rispetto delle loro previsioni
statutarie, alla costituzione del nuovo soggetto politico, premessa, questa,
necessaria per pervenire poi al Congresso Nazionale unitario.”


SULLA MANIFESTAZIONE A ROMA IN OCCASIONE DEL 2 GIUGNO

Il “Comitato l’Altro 2 Giugno” (vedrete in seguito da ci è rappresentato)
ha invitato monarchici e rappresentanti delle varie Associazioni ad essere
presenti a Roma, in occasione della Parata delle FFAA, per ricordare la
fedeltà alla Patria del Regio Esercito in occasione delle celebrazioni del
150°.
Le Bandiere Tricolori con Stemma Sabaudo hanno aperto la rassegna
dei Fori Imperiali sfilando di fronte al Presidente della Repubblica, alle
Autorità dello Stato e agli illustri Invitati.
Anche noi c’eravamo con le nostre, identiche a quelle della sfilata, ma tra
il pubblico giusto di fronte al Sacello del Milite Ignoto.


E’ accaduto però un fatto a dir poco disdicevole.
Al termine delle cerimonie, quando il Sig. Presidente della Repubblica
si apprestava rientrare al Quirinale transitando in auto di fronte a noi,
solerti funzionari della Polizia di Stato hanno, anche in malo modo,
sequestrato i nostri tricolori che ci sono stati restituiti solo dopo vibranti
proteste e richieste di giustificazioni. Hanno provveduto ad effettuare il
controllo dei documenti dei presenti minacciando anche di portarci in
Questura!
Tra gli altri erano presenti Novellino, Covelli, Claut, Mallucci.
Ne è poi seguita una colazione di lavoro a cui si è aggiunto il Presidente
D’Atri nella quale si è dibattuto con interesse comune sulle future
possibilità di un’azione politica congiunta. In conclusione si è
determinato di ritrovarci a Roma all’inizio di settembre per gettare le basi
di una “Costituente Monarchica” da realizzarsi con ampio coinvolgimento
dei soggetti che manifesteranno il proprio personale interesse.

Alcuni dei commenti apparsi nei siti web:

Unione Monarchica Italiana esprime la propria calda solidarietà ai
monarchici che, in occasione della parata del 2 giugno, tenutasi in via dei
Fori Imperiali a Roma, si sono visti sequestrare da agenti della Polizia
due tricolori sabaudi con la singolare motivazione che avrebbero turbato
la sensibilità di Giorgio Napolitano.
Dopo l'identificazione dei monarchici presenti, le bandiere sono state
riconsegnate ai proprietari, ammoniti con commenti sarcastici.
Il fatto si commenta da solo. Reputiamo paradossale questo
comportamento anche perché, proprio durante la parata, gli stessi militari
in uniforme storica hanno sfilato anche con il suddetto tricolore sabaudo.
Dopo 65 anni dal contestato referendum istituzionale la repubblica ha
ancora paura di un simbolo?

IL CMI CONTRO UN PARTITO MONARCHICO
Una riunione tenutasi oggi a Roma, organizzata da dirigenti di AM,
dell'INGORTP e
del MMI, avrebbe deciso di convocare per ottobre un'assemblea
costituente, al fine di
costituire dei comitati elettorali e di svolgere un'attività partitica
dimenticando le divisioni
dinastiche. Come se fosse possibile!
Il riferimento monarchico è evidentemente incarnato in una linea
dinastica e nel suo
rappresentante. Pretendere di scavalcare o accantonare questo elemento
fondante non
è soltanto ridicolo ma dimostra che dietro l'intenzione di queste persone
non c'è la
volontà di unità o di unione ma soltanto il desiderio di conquistare una
poltrona o di
approdare, un po' meno visibilmente, all'attracco aostano.
Si tratta di un vecchio trucco, ormai abbandonato da decenni dai veri
politici, ad eccezione
di quelli che si affittano secondo le stagioni.
Il CMI ricorda a tutti che un'unità politica ha bisogno di essere costruita a
livello prepolitico,
e che l'unità culturale è premessa indispensabile di quella politica.
Dal problema dell'unità politica si passa quindi a quello dell'unità
culturale, che precede
la prima anche se tra le due dimensioni sussiste una certa circolarità,
perché la
politica non solo si nutre di cultura, ma la deve anche generare.
Il CMI è sempre stato contrario ad un partito monarchico per numerose
ragioni, ben
conosciute ed espresse con limpidità dal Principe di Napoli.
Preferiamo evitare ulteriori commenti su questa ultima iniziativa, che
morirà gettando
ulteriormente nel ridicolo i suoi fautori. (2 giugno 2011)
(nota della Redazione: il CMI non si è accorto che l’iniziativa e l’invito erano stati
promossi dal “Comitato l’Altro 2 Giugno e non, come indicato, dalle Associazioni
menzionate).


DISTINZIONE DELL’AQUILA SABUADA

Il 29 luglio di quest’anno ha compiuto 100 anni il Cav. Dr Angelo
Doronzo, padre del nostro Consigliere e Vice Presidente del Consiglio
Nazionale Ing Pasquale.
In via del tutto eccezionale, con motivazione d’urgenza, gli abbiamo
conferito la medaglia di Bronzo della Distinzione dell’Aquila Sabauda per
meriti acquisiti in una vita di fedeltà a Casa Savoia.


"Nella basilica del S. Sepolcro di Barletta è stata celebrata una messa per
festeggiare i cento anni del Cav. Dott. Angelo DORONZO, alla quale
hanno  partecipato autorità civili, militari e religiose, rappresentanti di
associazioni ed amici.
Angelo DORONZO è nato a Barletta il 27/7/1911, si è laureato in
Giurisprudenza presso l’Università di Napoli, è stato Ufficiale di Cavalleria
in servizio permanente effettivo, sino al 1947, ha combattuto la guerra
d’Africa, come comandante di truppe coloniali, e la seconda guerra
mondiale, è stato decorato con medaglia di bronzo al valor militare e due
croci di guerra, è Cavaliere dell’Ordine Coloniale della Stella d’Italia
conferitogli dal re Vittorio Emanuele III°, è stato Segretario Comunale del
Partito Nazionale Monarchico negli anni ’50 e consigliere comunale della
Città di Barletta per lo stesso Partito dal 1952 al 1956 e dal 1956 al 1960,
ha operato nel settore dell’agricoltura in cui è stato precursore ed
innovatore nel campo irriguo, energetico e della produzione.
Era l’Ufficiale di servizio nella residenza di Casa Savoia a Napoli quando
nacque S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele."
Nel corso di questa Segreteria Nazionale sono state conferite le seguenti
altre medaglie:
- Al Bersagliere Delfino Borroni, ultimo reduce di Caporetto e Cavaliere di
Vittorio Veneto.
- Agli Iscritti MMI Antonio Luzzi, Nicola Barile, Alberto Scardino con attestati
consegnati personalmente da S.A.R. il Capo di Casa Savoia Principe di
Napoli Vittorio Emanuele in occasione di una Sua visita in terra pugliese.
 In attesa che il Consiglio Nazionale approvi il nuovo regolamento
dell’onorificenza, già predisposto e inviato ai CC.NN. all’inizio del 2010,
le assegnazioni sono state determinate motu proprio dal Legale
Rappresentante e Segretario Nazionale MMI.
 
 
 “ Il Movimento Monarchico Italiano, intendendo onorare il 50° Genetliaco di
S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele, Duca di Savoia, Principe di Napoli,
Capo della Reale Casa di Savoia e Continuatore dell'Augusta Dinastia,
nonché lasciare storica traccia di tale evento, con un tangibile segno di
riconoscimento per i meritevoli, istituisce una Distinzione al Merito
denominata AQUILA SABAUDA.
 Tale Distinzione è destinata a premiare le benemerenze acquisite
lealmente e lodevolmente, dagli iscritti al Movimento Monarchico Italiano,
che avranno bene operato, con zelo, dedizione e competenza, per la
difesa e la divulgazione del patrimonio storico, etico e culturale e dei valori
ideali, nei quali si identifica la Storia della Reale Casa di Savoia.
 In casi eccezionali la Commissione Permanente dell’Aquila Sabauda
potrà conferire la Distinzione anche a non iscritti.”
 
 
 UN GRADITO INVITO
 
 Ciao Alberto,
 ti preannuncio una seconda commemorazione in Parlamento ad ottobre
dove onoreranno ancora il nostro nome con l'apertura della sala della
Lupa, la più grande e la più solenne per i discorsi parlamentari .
 I relatori saranno Perfetti, Trantino e Del Pennino .  Gestisce
l’organizzazione  mia sorella ed io avrò un numero limitato di inviti , ma tu
ed MMI siete sulla mia lista.
 Stiamo organizzando per avere il presidente della Repubblica .
 Poi maggio vi sarà sicuramente lo stesso convegno a cui abbiamo
partecipato con l'apertura di tutto il Pantheon .
 Sarebbe carino se riuscissimo per ottobre di far passare il tentativo unitario
attraverso questi due eventi prestigiosi !
 Un abbraccio e buone vacanze, Gian Piero Covelli.
 Il tutto nasce da un primo evento cui il Seg. Naz.le MMI, invitato da SAR il
Principe Vittorio Emanuele di Savoia, partecipò assieme alla Principessa
Marina, a Filippo Bruno di Tornaforte ed al Presidente della Consulta dei
Senatori Prof. Pierluigi Duvina, alla celebrazione sempre in Parlamento
ed alla presenza dei Familiari dell’On Covelli, del Presidente Fini, del
Sottosegretario Letta dell’On Casini e di molte altre Autorità, della
donazione dell’archivio personale del Parlamentare Covelli. ( riportiamo
qui di seguito uno stralcio di una sua intervista RAI nella trasmissione
Tribuna Politica del 1966).
 Naturalmente estendo l’invito a chi di voi fosse interessato ribadendo
però che non so quante persone potrò inserire (immagino potranno
essere quattro/cinque ) e quindi non si offendano gli esclusi. Per motivi di
correttezza l’elenco sarà definito in ordine alla di data di comunicazione
delle richieste che riceverò (tel 347401818) con esclusiva precedenza
agli iscritti MMI che risulteranno in regola col versamento della quota
associativa 2011.
 Per accedere alla cerimonia sarà assolutamente indispensabile
l’invito personale che riceverete dalla Segreteria MMI ed un
documento di riconoscimento in corso di validità.
 Trascrizione dell’intervista del 1966
     Parla l’On. COVELLI
     Non è certamente un privilegio per me tenere questa conferenza-
stampa nel clima dell’immensa sciagura che si è abbattuta sul nostro
Paese. (era appena avvenuta l’alluvione a Firenze con l’esondazione
dell’Arno con le conseguenze a tutti note)
     Ed è con animo sinceramente turbato che vi parlerò del Partito dei
monarchici, piccola cosa, come del resto tutti gli altri partiti, al cospetto
della immensa sventura che ha colpito milioni di italiani. Non mi limiterò
ad esprimere la solidarietà mia, del mio Partito e di tutti i monarchici
italiani alle generose regioni investite dall’immane flagello; esprimerò a
me stesso, al mio Partito e, mi si consenta, a tutti gli altri Partiti, amici e
avversari, l’augurio di essere all’altezza della catastrofe che ci ha messo
alle corde, auspicando l’unione di tutti gli italiani senza discriminazioni
soprattutto nel sacrificio per la battaglia di riscossa e di ricostruzione che
l’Italia, oggi dolorante, deve impegnarsi a vincere a tutti i costi.
     Tornando al tema della conferenza-stampa, dirò che il Partito di Stella
e Corona, che ho qui l’onore di rappresentare, è un Partito democratico
popolare di opposizione. L’opposizione democratica, quale noi la
concepiamo, non è aprioristica, demolitrice, rivoluzionaria, e neppure un
mezzo più o meno machiavellico per conseguire inserimenti nel potere o
benefici di sottopotere, ma è una funzione di stimolo, di controllo su una
maggioranza, su un governo, su una classe dirigente, su un regime che
tendono continuamente ad uscire fuori dalla strada giusta. Nell’esercizio di
questa azione, nel Parlamento e nel Paese, certo noi ci riferiamo ad un
ideale di unità, di continuità, di libertà, di equilibrio, di progresso, in un
ordinamento che è la monarchia costituzionale.
     È per questo che noi siamo e ci professiamo monarchici; è nel
confronto, che noi facciamo continuamente e punto per punto, tra il
modello della Monarchia costituzionale, libera, forte, unita, equilibrata,
ordinata, progredita, e il modello della Repubblica diciamo democratica,
debole nella coscienza, incerta nel diritto, progrediente soprattutto sulla
strada del disordine, è in questo confronto che noi facciamo una critica
attiva nel presente stato di cose nel nostro Paese. È ovvio che il modello di
Monarchia al quale noi ci riferiamo è la Monarchia costituzionale, la
gloriosa Monarchia costituzionale sabauda che ha fatto l’Italia una, libera e
indipendente, e che si è espressa con nomi come Depretis, come
Zanardelli, come Giolitti, come Cavour.
     Noi combattiamo da più di venti anni contro tutti gli aspetti negativi di
questa che non è la Repubblica democratica fondata sul lavoro, come fu
vaticinata nelle tavole della Costituzione, ma una Repubblica diciamo
democratica in via di diventare, con uno stillicidio di colpi di forza, di
arbitrii, di illegalità, soltanto una Repubblica socialista, a cominciare dal
vertice, di chiara ispirazione marxista.
     
 
     In questa ventennale battaglia non ci siamo mai proposti obbiettivi di
forza o di autoritarismo, come spesso ci attribuiscono i nostri avversari. I
nostri obbiettivi sono stati e sono molto più semplici, molto più realistici, in
un certo senso più moderni: con la nostra critica, con la nostra opposizione
noi abbiamo cercato, di determinare, o almeno di favorire, l’incontro di tutte
le forze non marxiste, ovvero di tutte le forze politiche omogenee, su
alcune concezioni, su alcuni valori fondamentali: lo Stato, la religione,
l’individuo, le libertà civili, il progresso, convinti come siamo che soltanto
con forze omogenee su questi valori fondamentali si può pervenire alla
soluzione dei problemi essenziali del popolo italiano, che secondo noi
sono la sicurezza del lavoro, l’adeguatezza degli enti previdenziali, il
miglioramento umano, equo, del sistema pensionistico a vantaggio dei
benemeriti della Patria, dello Stato, del lavoro, la tutela del risparmio, la
eliminazione degli squilibri zonali, settoriali, regionali; l’ammodernamento
della scuola, l’aggiornamento della pubblica amministrazione, un più alto
senso dello Stato, una assoluta certezza del diritto, un’ortodossa
interpretazione delle leggi morali in tutti i campi della vita nazionale.
     Forti di questa convinzione, naturalmente noi ci siamo opposti, in
questi venti anni, e in questi ultimi in modo particolare, a tutte le manovre
che hanno portato, per vie tortuose e con i più alti, incredibili inammissibili
avalli o patrocini, al centro-sinistra, a questo innaturale matrimonio tra
forze non omogenee, che ha dato fino ad ora solo un figlio: l’unificazione
socialista su basi marxiste, e innumerevoli aborti, travolti nel disordine, nel
dissesto economico-sociale del nostro Paese, senza parlare della
programmata mortificazione, per non dire estinzione, dei sentimenti
fondamentali della Nazione, se si pone mente al trattamento riservato a
Trieste e all’atteggiamento assunto nei confronti dell’Alto Adige. La nostra
opposizione continua oggi, e più che mai oggi, che si è realizzata, con
l’unificazione socialista, la prima manifestazione di fusione delle forze
marxiste sedicenti democratiche, con prospettive addirittura di alternativa
di potere.
     Dinanzi a questo evento noi riteniamo che sia un dovere politico e
patriottico imprimere alla nostra battaglia un maggiore impegno unitario,
unitario in campo monarchico, perché tutti ritornino all’ombra delle antiche
e tradizionali bandiere della battaglia istituzionale, perché insieme si
possa ritentare, rilanciare la unificazione della destra politica, che non è la
stessa cosa della destra economica, convinti come siamo che l’unità della
destra politica, oltre a far cadere tutti gli alibi speciosi delle varie
irreversibilità, potrebbe costituire l’avvio futuro per la costituzione di una
grande democrazia veramente popolare e veramente italiana.
     Noi non lasceremo niente di intentato perché tutte le forze
democratiche nazionali, liberali, si uniscano prima che sia tardi,
sacrificando sull’altare della Patria e della Libertà tutti i personalismi, tutte
le recriminazioni, tutti gli attendismi inutili, tutti i possibilismi nefasti. Mi
piace concludere questa premessa con questo impegno, aggiungendo
una affermazione che vorrei fosse ricordata a tempo debito, se ve ne sarà
bisogno: se a destra, alla destra politica, uomini e partiti, compresi quelli
che per civetteria o per malcelata impazienza si definiscono di centro, non
risponderanno concretamente all’appello, all’esigenza urgente, unitaria,
che viene dalla realtà delle cose, soprattutto al cospetto della unificazione
socialista, noi diciamo che questi uomini o partiti non meritano le libertà e
ovviamente, a più forte ragione, non dovrebbero meritare né consensi né
voti da quanti - in Italia sono ancora moltissimi - intendono ancora battersi
per la libertà.
 
 
 L’INVITO PERVENUTO DAL “Comitato l’Altro 2 Giugno” E GIA’
INVIATO AI CONSIGLIERI NAZIONALI MMI PER LE OPPORTUNE
CONSIDERAZIONI
 
 Da:
 Segretaria Nazionale MMI
 
 A:
 Sigg. Consiglieri Nazionali
 
 
 Cari Amici,
 
 Vi invio in allegato la lettera pervenuta dal "Comitato l'Altro 2 Giugno".
 Ritengo il contenuto interessante e sollecito Vostre considerazioni in
merito in attesa di approfondire l'argomento nel prossimo Consiglio
Nazionale.
 
 Nel frattempo la risposta del Segretario Nazionale sarà conforme allo
Statuto del Movimento: manifestazione d'interesse e disponibilità a
collaborare così come previsto dall'art.2  che cita:  ".... Per il
raggiungimento di tutti i fini sopra richiamati il MMI svolgerà attività di
propaganda e proselitismo, stabilendo un confronto democratico e di
collaborazione con istituzioni ed enti locali, con tutti quei movimenti ed
associazioni che hanno statuti democratici e si ispirano ai principi di
democrazia liberale....."
 
 Personalmente, a titolo individuale, ho già aderito.
 
 Per i Sigg. Consiglieri di recente nomina preciso che tra i proponenti il Dr
Angelo Novellino era Consigliere Nazionale MMI, l'Ing. Andrea di
Groppello è tutt'ora iscritto al MMI e il Dott. Gian Piero Covelli è figlio del
compianto On Alfredo Covelli certamente presente nella Vostra memoria
di monarchici.
 
 Cordiali Saluti,
 
 Alberto Claut
 Segretario Nazionale MMI
 
 Padova, 17 agosto 2011
 
 
 COMITATO “L'ALTRO 2 GIUGNO”
 Roma, 30 luglio 2011
 Egregio Sig. Presidente / Segretario,
 sono oramai più di trent’anni che la politica italiana è orfana del contributo dei
monarchici.
 La situazione politica, istituzionale e finanziaria dell’Italia, preda di una casta di
incapaci e corrotti, è talmente lacerata che si avverte con forza la necessità
dell’ingresso nell’agone di un grande movimento monarchico profondamente
innovatore e riformatore delle istituzioni.
 Con grande soddisfazione abbiamo registrato – anche su quella grande piazza
virtuale che è internet - il chiarissimo ed inequivocabile auspicio da parte di tutti
coloro che vagheggiano un’altra Italia, a creare un soggetto monarchico unitario
che, superata la parcellizzazione della rappresentanza e il conseguente piccolo
cabotaggio, consenta finalmente la concreta possibilità di incidere sul governo
della cosa pubblica ad ogni livello.
 Questo Comitato è pervenuto alla determinazione di invitare, oltre che i singoli
monarchici, anche tutte le associazioni monarchiche esistenti, senza esclusioni di
sorta, per la costituzione in tempi brevi di un soggetto politico monarchico che sia
l’alfiere delle istanze di rinnovamento delle istituzioni e di un nuovo risorgimento
nazionale dallo status quo imposto dalle forze della conservazione repubblicana.
 L’azione politica del costituendo soggetto – a nostro avviso – dovrà essere
slegata da questioni dinastiche e dalle vicende della Casa Reale come di quelle di
altre famiglie già regnanti negli Stati preunitari.
 Consapevoli che l’unità dei monarchici sia un traguardo finalmente conseguibile,
confidiamo nella Sua volontà di contribuire alla nascita di questo nuovo soggetto
politico alla costruzione e allo sviluppo del quale tutte le intelligenze e tutte le
risorse disponibili dovranno contribuire.
 La preghiamo pertanto di voler trasmettere a codesto Comitato, entro il 5
settembre p.v., all’indirizzo di Roma, la disponibilità Sua personale e degli iscritti
alla Sua organizzazione a partecipare alla costituzione di un nuovo soggetto
politico unitario.
 Sarà nostra cura organizzare nel mese di settembre delle riunioni cui
parteciperanno tutti coloro che avranno aderito per formare i gruppi di lavoro che
redigeranno la Carta dei Valori e il progetto politico, in previsione della Assemblea
Costituente che si terrà a Roma nel mese di ottobre.
 Certi che Ella vorrà contribuire alla realizzazione di questo progetto e rimanendo a
disposizione per eventuali comunicazioni Le inviamo i più cordiali saluti.
 Il Comitato.
 Ing.Andrea di Gropello,  Dott. Antonio Buccioni,  Dott. Gianpiero Covelli,
Dott.Angelo Novellino
                          _____________________________________
 TORINO - Piazza Gianbattista Bodoni, 3  -  ROMA -Via Kenia, 23 -   Telefono
335393661
 
 ALCUNI CONTRIBUTI GIUNTI IN INTERNET / FACEBOOK
 
 Ugo D’Atri:
 Premetto che l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe
del Pantheon NON è un’associazione monarchica, bensì un istituto
combattentistico di matrice risorgimentale, eretto in ente morale nel 1911
e dipendente dal Ministero della Difesa.
 Sotto la mia presidenza, l’Istituto ha assunto sempre di più la
connotazione di custode della memoria storica nazionale con particolare
riferimento alle tradizioni militari.
 I nostri riferimenti culturali sono costituiti dalla storia del Regno d’Italia e
delle sue Forze Armate.
 Pur non essendo un’associazione monarchica, l’Istituto è, dalla sua
nascita, legato a Casa Savoia e la stragrande maggioranza dei soci (al
momento 4227 in regola con il pagamento delle quote sociali) è costituita
da monarchici.
 Premesso che l’Istituto ha quindi un ruolo diverso da quello dei gruppi
monarchici, personalmente, come convinto monarchico, trovo
intollerabile l’esistenza di una galassia di associazioni/movimenti/partiti,
che frammentano in maniera ingiustificabile le poche risorse umane e le
pochissime risorse finanziarie disponibili e che tolgono ogni credibilità ed
ogni possibilità concreta di successo alla battaglia comune.
 Noi monarchici, con la nostra endemica VANITÀ, la nostra LITIGIOSITÀ
ed il nostro desiderio di primeggiare siamo colpevoli del nostro disastro.
 Sogno lo scioglimento di TUTTI i gruppi monarchici e la formazione di un
unico movimento politico che dia voce ai monarchici nella pubblica
opinione e che propugni l’alternativa monarchica.
 Ma sono certo che un progetto così bello incontrerebbe le resistenze di
coloro che ritengono inseparabile la cosiddetta questione dinastica e di
alcuni piccoli capi attuali che, al solo scopo di continuare ad esercitare il
primato sui loro quattro gatti, la agitano come se una questione dinastica
veramente esistesse e come se la sua esistenza fosse di una qualche
utilità.
 
 
 Alberto Claut:
 Leggendo quanto postato in FB credo che l’aspirazione ad una “unità
monarchica” sia condivisa, soprattutto da coloro che non hanno ruoli
dirigenziali nelle varie associazioni e movimenti.
 Rimangono alcuni “scogli” che, in massima sintesi, si richiamano ad una
situazione dinastica e altri che tenderebbero ad escludere, per vari motivi,
una azione politica diretta a favore di attività culturali generiche.
 Credo che il Comitato l’altro 2 giugno abbia invitato, nelle premesse, a
superare le differenti aspirazioni dinastiche non funzionali a quelle
attività politiche che potrebbero essere svolte per il bene di un’Italia,
malandata ogni giorno di più. Sono anche convinto che una azione
politica, indispensabile anche a favore di processi culturali, non possa
prescindere da una ampia iniziativa unitaria perché altrimenti si
rischierebbe l’ennesima brutta figura e l’impossibilità di incidere
fattivamente  e con credibilità nelle scelte strategiche del nostro Paese.
 Anni or sono scrissi a tal proposito “dovremo tutti fare un passo indietro
per realizzare un balzo in avanti”, ma non ne trassi risultati accettabili: a
parole tutti concordi, ma quando si iniziava a parlare di unica realtà
monarchica con propri organi, di militanza, di disciplina, di ricerca di
finanziamenti pochissimi compresero che senza una collaborazione
convinta e sinergica si sarebbe potuto procedere positivamente.
 Di qui anche l’appello lanciato da Novellino giorni or sono di estendere la
presenza a questo gruppo invitando adesioni di nuovi amici e
conoscenti; purtroppo bisogna ammettere che l’invito non sembra essere
stato accolto!
 C’è quindi l’esigenza, almeno in questa fase che è ancora promozionale
e interlocutoria, di estendere il dibattito anche al di fuori di FB
coinvolgendo direttamente i dirigenti delle associazioni, movimenti e
circoli sparsi in tutto il territorio nazionale ben sapendo che nell’elenco
che è noto ci sono movimenti organizzati con statuti registrati e organismi
dirigenziali interni democraticamente eletti così come ci sono delle sigle
inventate da personaggi autoreferenziali, prive di statuti e con una base
di iscritti che inizia da due unità ecc.
 Situazioni, queste ultime, di sicura fede monarchica, ma che per la loro
essenza con difficoltà aderiranno al progetto unitario perché, così ho
constatato di persona, non intendono rinunciare ad un ruolo ancorché
sia solo virtuale.
 Spiace scrivere certe cose, ma dobbiamo essere chiari e intellettualmente
onesti.
 
 
 Ipotesi di progetto e linee giuda:
 
 Questo documento ha il solo esclusivo valore di essere una proposta di
strumento di lavoro, anche provocatorio. Non ha alcun valore “definitivo”
ne “coercitivo” quindi DOVREBBE rimanere per il solo confronto utile ad
avviare i lavori di approfondimento della proposta unitaria del “Comitato
l’Altro 2 Giugno”
 
 Ragionevolmente si immagina di poter dare per scontati:
- convergenza sui valori fondamentali,
- valutazione di convenienza per strategie condivise,
- costituzione di una “entità” rappresentativa politica operativa.

- SARA’ ESSENZIALE UNA PREMESSA CON L’INDICAZIONE DELLA
NON PERGIUDIZIALITA’ AVVERSO UNA LIBERA
AUTODETERMINAZIONE PRO MONARCHIA COSTITUZIONALE – CON
GIUSTA INDICAZIONE DI MODIFICA COSTITUZIONALE – CON
SISTEMI DI GARANZIA – COMUNQUE RICHIAMATESI AL
FONDAMENTALE RISPETTO DEI DIRITTI CIVILI IN TERMINI
GENERALI.

- INDICAZIONE SINTETICA DI QUALI SIANO I NOSTRI VALORI DI
RIFERIMENTO (pochi ma chiari comprensivi delle parole: Servizio,
Onestà, Responsabilità, Regole, Ordine, Disciplina, Trasparenza,
Condivisione, Rispetto, Dignità, Giustizia, Azione, Progettualità, Identità)


IL PROGETTO :
Se si vuole ottenere visibilità, una volta formalizzata, con un impegno
sottoscritto, l'aggregazione dei Fondatori (singoli e/o aggregazioni) che si
riconoscono nei principi programmatici, sarà indispensabile uscire dal
limbo o da ogni equivoca finzione e quindi partecipare concretamente
alle competizioni elettorali con una nostra sigla, un nostro simbolo ed un
inno.

Sarà necessario elaborare un programma moderno che si occupi in via
prioritaria dei Valori condivisi, della nostra identità e dei problemi sociali
ed economici che più preoccupano gli Italiani.
Secondo i più recenti sondaggi la gente comune guarda con attenzione e
preoccupazione a problematiche più alla portata di tutti, come ad
esempio, la famiglia, l'amicizia, la sicurezza, le pensioni, la giustizia, il
lavoro, la meritocrazia, gli anziani.
Occorre pertanto elaborare una strategia innovativa e qualificata rispetto a
quelle di altri movimenti e partiti che tenga conto di tali temi ed affronti in
primo luogo il problema dei doveri e dei diritti nei rapporti del cittadino con
lo Stato, ma anche tra i diritti e doveri nel rapporto tra le maggioranze e
minoranze che sono espressione dei cittadini stessi.
Con l’impegno di affrontare il tema della salvaguardia dei diritti
fondamentali come quello della vita, dell’istruzione, dell’accoglienza e
del sostegno ai poveri …..

In relazione poi al problema dell’immigrazione sarà necessario compiere
una scelta coraggiosa che possa conciliare la solidarietà del singolo caso
con la salvaguardia dei diritti prevalenti della popolazione residente sul
nostro territorio, respingendo in ogni caso una immigrazione priva di
regole, attraverso tutti quegli strumenti, cooperazione compresa, che
siano ritenuti adeguati a frenare il fenomeno dell’ingresso in regime di
clandestinità.
Con un migliore controllo dei confini si potrà sia contrastare il fenomeno
della immigrazione incontrollata sia il flusso di traffici illeciti, non ultimo
quello delle sostanze stupefacenti.
Tutela delle minoranze senza prevaricazioni nei confronti della
maggioranza quale principio cardine della democrazia.

Sarà indispensabile una precisazione sul ruolo rappresentativo e
unificante del Vertice dello Stato

Il programma della costituenda aggregazione dovrà prevedere una
appropriata riforma condivisa della Costituzione per adeguarla alle
esigenze di una società che è profondamente cambiata rispetto al 1947. I
nostri costituenti, infatti ebbero la presunzione di ritenere che la società,
quella uscita dal dopoguerra, non dovesse subire trasformazioni e
pertanto previdero una costituzione rigida, di fatto immodificabile, attesa
la blindatura inserita attraverso le previsioni dell' art.138. Occorre pertanto
por mano alla riforma della Costituzione cominciando proprio dalla
modifica  dell'art.138, per poi giungere alla abrogazione dell'art.139, ed
anche, in via definitiva e totale, della XIII disposizione transitoria e di tutte
le altre norme transitorie.
Occorre prevedere una forma di garanzie che consenta in concreto di
conservare la separazione e divisione tra i Poteri dello Stato, senza che
uno prevalga sugli altri, come ormai da tempo avviene. Occorrono
maggiori garanzie per realizzare uno stato di diritto.
Serve una mirata delegificazione per snellire le procedure nei settori vitali
della pubblica amministrazione e per rendere più agevole e funzionale il
rapporto col cittadino nella soluzione dei problemi quotidiani, sino a
raggiungere il risultato auspicabile di disciplinare soltanto i
comportamenti e le attività non conformi al diritto.

E’ necessaria una politica economica che ridistribuisca con più equità la
ricchezza, colpendo in misura più contenuta l’attività di tutti i settori
produttivi e terziari, per non scoraggiare l’iniziativa dei privati in campo
economico e al tempo stesso tutelare i lavoratori riqualificando i prodotti
italiani e contrastando il decentramento di matrice speculativa.
Lo Stato dovrà limitare, indicandole preventivamente, le proprie
ingerenze nelle attività ritenute strategiche lasciando al regime della
concorrenza e libera imprenditoria il compito di calmierare i prezzi,
peraltro assicurandone il controllo tramite organismi terzi. Assicurare il
principio della sussidiarietà.

E’ indispensabile riportare il cittadino al centro dello Stato, tutelandolo
contro la burocrazia e riconsegnando nelle sue mani il ruolo che gli
spetta quale elettore capace di scelte democratiche, libere con la
possibilità di indicare il voto di preferenza sul nome dei candidati.
Tra i temi da trattare ci sarà certamente quello della riduzione dei costi
amministrativi rivedendo le competenze, i ruoli e in alcuni casi l’effettiva
necessità di mantenere in essere la filiera Stato – Regione – Provincia –
Città metropolitane - Comune – Comunità. Sarà inoltre necessario
riequilibrare, anche annullandole, le differenti attribuzioni che oggi
esistono tra le Regioni ordinarie e quelle a Statuto speciale.
Fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi, per la riuscita del
progetto e il varo politico è l’individuazione di un percorso collaborativo
che necessariamente dovrà prevedere una sede operativa centrale ed
attrezzata; preventivandone i relativi costi e fonti di approvvigionamento.
Successivamente, ma in tempi brevi, bisognerà costruire una rete
capillare in tutto il territorio nazionale ed anche, ove possibile, all’estero
aggregando gli italiani. Il successo politico sarà conseguente al
coinvolgimento del cittadino nelle scelte, nella vita associativa e nella
proposta di soluzioni calate nella realtà quotidiana più concreta.

Sarà indispensabile, rimanendo comunque essenziale, pensare ai mezzi
di finanziamento. Condizione imprescindibile cui è subordinato il decollo
dell’iniziativa e la riuscita del progetto politico.

Pensare anche, nella fase di costruzione, di istituire due gruppi di lavoro,
uno politico e l’altro organizzativo col compito di elaborare e scrivere il
progetto nel suo insieme da presentare alla “costituente”.

Ultimo, ma non meno importante, la scelta della denominazione del
simbolo che dovranno possedere tutte le qualità indispensabili per esser
facilmente individuabili e memorizzabili.


ALTRI INTERVENTI RACCOLTI NEL WEB

Angelo Novellino
Vi invito a partecipare al sondaggio. E' di fondamentale importanza
comprendere quali siano le effettive opinioni sul tema prima di arrivare a
Settembre con la " tavola rotonda" cui parteciperanno i rappresentanti
delle associazioni disponibili e i successivi lavori della Costituente aperti
a tutti NOI. Grazie a tutti.
Il sondaggio è in Facebook nel gruppo “Comitato l’altro 2 giugno”.

Paolo Arpellino
Ricordo a tutte/i, per l'ennesima volta, che la nostra stella polare
dev'essere l'unità di tutti i monarchici, al fine di dar voce ad un enorme
popolo, che in Italia non ha visibilità a causa esclusivamente delle nostre
divisioni, scaturite da diatribe dinastiche che non sono prioritarie in
questo momento. Prima poniamo un'alternativa a questa fallimentare
repubblica, poi Dio ed il popolo decideranno chi dovrà sedere sul trono
d'Italia

Patrizia Rossetti
Questo pomeriggio ho fatto un esperimento. Ho affrontato in maniera
diretta l'argomento monarchia qui su Fb, nel profilo di uno studioso.
Ebbene, eccezion fatta per il titolare del profilo, non sono riuscita ad
innescare un dibattito in termini politici o ideologici, ma solo sulla
presunta indegnità dei membri di casa Savoia. E questo con persone di
buono spessore culturale. Ora: fermo restando che ritengo
POSITIVISSIMA l'idea della nuova costituente monarchica, ribadisco che
DOBBIAMO uscire da questa impasse per prima cosa. O nessuno ci
ascolterà, anche se possedessimo tutte le soluzioni per i mali d'Italia.

Grazia Bavastrelli
dobbiamo parlare al popolo, ai bambini di 10 anni, proporre alternative,
ma qui si "Continuano a pettinare le bambole" per dirlo alla tua
maniera...la "K" non mi piace sa di BR. (bisogna saper leggere tra le
righe). Proposta: subito la "Costituente" con chi ci sta!

Iacopo Bellizzi
UNIAMOCI MIEI CARI ITALIANI !!! LA MONARCHIA PUO' SALVARE
L'ITALIA , NON BUTTIAMO ALL'ORTICHE IL RISORGIMENTO FATTO
ESCLUSIVAMENTE DA CASA SAVOIA ! E' RIDICOLO QUESTA
DIVISIONE TRA SAVOIA e AOSTA, UNA DIVISIONE CHE CI RENDE
VULNERABILE DA PARTE DEI REPUBBLICANI. BASTA ! UNA
COSTITUENTE DI UOMINI PROBI E PREPARATI PER DECIDERE SUL
DA FARSI; CHE RAPPRESENTINO SIA I SAVOIA CHE GLI AOSTA .
PRIMA SALVIAMO L'ITALIA E POI PENSIAMO ALLA MONARCHIA !
L'OPERA E' LUNGA …..

Pier Francesco Del Mercato
Occorre che poche persone formulino un programma, poche altrimenti
l'accordo non si raggiunge e non si formula nulla. Stabilito il programma
lo si comunica e si raccolgono le adesioni. Perseguire l'idea di mettere
insieme tutti o un gran numero di monarchici e poi fare il programma è
per me inutile perchè quando poi ci si si...ede per stabilire il programma
(e l'organigramma) ci si divide dopo aver perso tempo. Per questo da
tempo non si fa, politicamente nulla. Il programma non deve essere
l'affermazione apodittica "come è bello il re" o "come è bella la
monarchia" un programma politico deve entrare nel sociale,
nell'economia, nella politica estera, nei costumi di vita. Deve insomma
dimostrare alla gente che tipo di stato si vuole e perchè questo stato
dovrebbe essere migliore di quello attuale. Possibilmente partendo dal
presupposto che chi legge il programma non è un sessantenne ex Fronte
monarchico ne un ottantenne nato sotto la bianca croce di Savoia. Se poi
il fine deve essere di commuoversi ai ricordi, partecipiamo
tranquillamente a qualche messa.

Conterio Alberto
Caro Alberto grazie per la tua proposta di discussione. Che
l'Associazionismo monarchico abbia fallito e sotto gli occhi di tutti, anche
se qualcuno si ostina a finta di non vedere e di non capire. Solo la
politica attiva può restituire alla nostra causa visibilità. Quando l'avremo,
grazie alla politica, anche i salottieri della cultura potranno sperare di
avere un poco di visibilità per sentirsi grandi !

Angelo Novellino
Bravo Alberto.. Vediamo chi ha le tue stesse coerenza, idealità e
pragmaticità ... vediamo se qualcuno continuerà a trincerarsi dietro
argomenti triti e ritriti che altro non sono se non lo scudo per non mettersi
in gioco e mascherare la propria inadeguatezza di fronte ad un progetto
più ampio nel quale teme erroneamente di non avere alcun ruolo ..
Avanti così !


BREVI

Particolari complimenti alla Segreteria Regionale della Puglia abilmente
guidata dal dr Nicola Barile e dal suo staff di collaboratori; il particolare
impegno è il risultato del primariato di quella Regione per iscritti ed attività
MMI.

Il rilancio del MMI in Campania vede impegnato, pur senza incarico
specifico, il Cav. Ettore Corrado Araimo ( via dei Tribunali n. 362 – 80130
Napoli) resosi disponibile col supporto del Cav Giuseppe Balzamo di
Torre del Greco ( 80053 – via Claudio Galeno 24).

Complimenti al nostro iscritto Giuseppe Perin di Refrontolo (TV) per la
pubblicazione “Russia 11 dicembre 1942 – In attesa della disfatta”, una
raccolta di scritti ed interviste dei protagonisti. Edizioni Gino Rossato –
Valdagno (VI) tel 0445.411000.

E’ giunta in Sede una copia della interessante pubblicazione del Prof.
Alberto Donati, Ordinario di Diritto Civile all’Università di Perugia. Lo
ringraziamo per il particolare argomento che riveste pensieri di attualità. “
Le ragioni dell’opposizione alla vigente Costituzione nel corso dei lavori
dell’Assemblea Costituente”, Editore “Aracne” di Roma tel. 06.93781065.

Ricordiamo che per il tesseramento annuale al Movimento Monarchico
Italiano è richiesto un versamento di euro 25,00 sul Conto Corrente
postale n. 23524598. Il mancato rinnovo comporta la perdita della
qualifica di iscritto e di conseguenza il diritto di voto nelle riunioni,
assemblee e congressi. Per le nuove iscrizioni è indispensabile inviare la
scheda di adesione (disponibile nel sito www. Monarchici.org ovvero
richiesta alla segreteria) contenente l’autorizzazione al trattamento dei
dati personali. Ricordiamo che il tesseramento inizia col giorno 1
novembre e termina col 31 ottobre dell’anno seguente.

Chi avesse intenzione di rendersi disponibile per collaborare
nell’organizzazione per incarichi regionali, locali ed altro di esigenza
della Segreteria Nazionale potrà contattare direttamente il Segretario
Nazionale al telefono 347.4011818 in orari d’ufficio.

Per inviare commenti, lettere o scritti da pubblicare preghiamo di usare la
posta elettronica all’indirizzo
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ovvero, solo in casi
particolari la posta ordinaria che ci obbligherà a riscrivere i testi. Aiutateci
a risparmiate tempo, grazie !

Il nostro iscritto, segretario Regionale Veneto, dr Giorgio Corsetti – il più
giovane arruolato nella X Flottiglia Mas – si rende disponibile a
presenziare a riunioni e convegni che trattino il tema relativo al passaggio
di consegne dalla Regia Marina all’attuale Marina Militare con particolari
riferimenti alle vicende storiche vissute.
Per accordi e contatti fare sempre riferimento alla Segreteria Nazionale
MMI.

Movimento Monarchico Italiano
Segreteria Nazionale
35121 Padova – via Trieste 28 ter
Posta elettronica:
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Sito web ufficiale: www.monarchici.org
Segreteria telefonica / fax: 049 654507

 

Scritto da Site Administrator, 27-09-2011 08:42
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Ultimo aggiornamento: 27-09-2011 08:42
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